Il mercato le botteghe

Il mercato del sabato

La foto che riproduciamo non ritrae un accampamento ma è stata scattata in piazza Garibaldi in una mattina di sabato, durante le ore del mercato. Una opportuna colonna sonora ci darebbe un'idea del brusio che domina la scena lasciamo indovinare al lettore. Ci troviamo nel regno delle massaie che sanno catturare le occasioni migliori per gli acquisti e che di solito ritornano a casa cariche di pacchi.

Nel mercato hanno trovato un po’ di tutto: dalla verdura alle cravatte, dagli ombrelli alle scarpe, dal formaggio all'alluminio. Gli altoparlanti parlano di “roba regalata” ma non ci risulta che un gesto simile sia stato finora compiuto in Fidenza. A dominare questo caratteristico spettacolo settimanale sta sorgendo il Palazzo degli Uffici che, ad opera ultimata darà lo sfratto al mercato e lo confinerà, a quanto si dice, nell’area dell'ex Foro Boario.

Foto Raccagni

Botteghe e ambulanti

Budgär

Negoziante, bottegaio.

In questa foto del 1933 la vetrina della storica pasticceria Longhi in Via Cavour a Fidenza, ora la bottega è diversamente utilizzata.

Piäsaröl

Venditore ambulante; piazzista, già “piazzarolo” nel XVIII sec. Da “piazza”, zona di mercato del XIII sec. e da “piazzare” nel senso di vendere, collocare.

Pälten’na/tädura

Tabaccaia/ appaltatrice. La voce si usa poco al maschile perché il negozio di “Sali e Tabacchi” (pälta), per lo più, era gestito e servito da donne.

Marsär

Venditore di stoffe e tessuti, più avanti anche di abiti confezionati.

Märsarött

Merciaiuolo che serviva a domicilio nelle campagne: stoffe, prodotti di sartoria, piccoli utensili da cucina; venditore di minuterie da sarta sui banchi del mercato.

Il droghiere

Drughér

venditore di merce di varia natura comprese spezie, prodotti coloniali, profumi, in passato indicava il farmacista

Parentesi storica

La Drogheria “Negrotti” vanta una attività continuativa nello stesso locale dal 1851:

- Drogheria “Federico Vergiati” (1851/1900)
- Drogheria Cassi Annetta (1900/1954);
- Drogheria Negrotti di Negrotti Aldo (1954/1975);
- Drogheria Negrotti di Negrotti di Botti Ines ( 1975/1993);
- Drogheria Negrotti di Negrotti Giorgio (1993/ad oggi).

Nel negozio è possibile trovare le spezie più rare, caramelle e dolciumi prelibati e un vasto assortimento di liquori e respirare atmosfere d’altri tempi con il suo arredo originale dell’800: mobilio in legno di noce e macchina per la macinazione del caffè “Officine Vittoria di Bologna”.

Il macellaio

Bcär/ìa o pcär/pcarìa

Beccaio/macellerìa, beccherìa. Una volta era il luogo della macellazione attiguo alla rivendita che si chiamava butega da bcär. In origine era il venditore di carne di capra (di becco).

Marâs

Scure di forma trapezoidale (quasi), dal manico corto; mannaia da macellaio.

Pcarìa o bcarìa,

Macelleria.

Mässlär

Macellaio. Voce che ha sostituito quella più autentica di pcär o bcär e bcarìa.

L'ambulante

Bäžulón

Venditore ambulante che, una volta, girava per le campagne portando la sua mercanzia appesa al bâžul. Vendeva di tutto: stoffe, merce per sartoria, piccoli indumenti, stoviglie.

Bâžul

Bastone leggermente ricurvo con una tacca da ambo i capi e della lunghezza di circa un mt. e 25 cm., per portare in bilico, sulle spalle due secchi o altri carichi.

Il venditore di cocomeri

Ängüriär

Venditore di cocomeri, specie colui che aveva èl cäsòtt, il capanno stagionale sotto il quale ci si sedeva per gustare una fetta di ottima cocomera durante le sere di canicola estiva. Il rituale del garöl piaceva a bambini e adulti.

La vetrina

Òcc’ äd butega

Vetrina. La voce viene dal fatto che, una volta, le botteghe prendevano luce solo dalla porta aperta e da una finestra circolare od ovale, da dove il passante vedeva la merce, chiamata appunto “occhio”.