Artigiani e vecchi mestieri

Il fabbro

Frär

Fabbro, nell’accezione di fabbro ferraio.

Ras’ciäsöla

Raschiatoio di ferro che veniva immurato davanti la porta esterna della casa, all’altezza di 20/30 cm. dal suolo e, sul quale si “raschiava” il fango accumulato sotto la suola della scarpe. Era di due tipi: liscio o dentellato. Il secondo serviva per nettare la suola degli scarponi chiodati.

Nella foto una ras’ciäsöla posta all’ingresso meridionale del nostro Duomo

Fèrr

Ferro il minerale si usa per indicare vari strumenti di ferro, molto più che in italiano che in altre lingue: f - da šghèr; f- da stirèr; filfèrr; ven äd filfèrr; barbiž äd fèrr; fèrr da cälsi = falce fienaria; ferro da stiro; filo di ferro o zinco; vino agro ed allappante (Chiapponi); baffi sottilissimi ed appuntiti; ferretto per fare calze.”.

Mäniscälch

Maniscalco.

PARENTESI STORICA

Armaioli a Borgo nel XVII secolo

Di Cominazzi Lazzaro / Lazzarino è piena l'anagrafe in quel di Brescia.
Il nostro abate P. Zani ne cita uno presente a Fidenza indicando trattarsi di un cesellatore: «Cominazzi Lazzaro - Borgo San Donnino 1680 detto anche Cominazo o Cominazi. Fu armaiolo, cesellatore e scultore in ferro, attivo nel 1680».

I Cominazzo nel bresciano erano armaioli famosi per i loro archibugi «lazzarine» da qui il loro nome d’adozione «Lazzarino» spesso confermato in Lazzaro come nel caso dell’artigiano che aveva laboratorio a Borgo vicino alla Rocca dove oggi troviamo uno slargo al quale si accede da Borgo Lazzarino.

Una attrezzatura come questa probabilmente si trovava nel suo laboratorio; si tratta di un ceppo per incudine e morsa di fine XVII secolo.

Lo stagnaro

Mägnàn

Stagnaro, stagnino, calderaio. Nel XV secolo troviamo “magnano” = calderaio; fabbro di chiavi, serramenti e toppe.

Stägnón/én

Calderaio; stagnino; stagnaro. Chi lavora lo stagno, chi stagna pentolame di ferro e di rame. Tale attività è in disuso per l’avvento di pentolame d’acciaio e antiaderente.

IL PROVERBIO

Quanda a la cà riva al magnàn, prepära al paról e téna lighè al can

Quando il ramaio (o stagnino) viene alla tua casa, prepara il paiolo e tieni legato il cane.

L'arrotino

Mulötta

Arrotino. Da “mola”. Vedi möla.

Möla

Ruota per smerigliare, affilare, arrotare.

Mulèr

Affilare, arrotare, aguzzare.

Il vetturino

Brümista

Vetturino, taxista. Da “brum” = vettura chiusa, trainata da un solo cavallo. Con la scomparsa delle carrozze, la voce è andata in disuso, ma alcuni vecchi borghigiani la usano ancora per i taxisti.

Brum

Carrozza chiusa a quattro ruote apparsa in Inghilterra verso il 1830 tirata da un solo.

Cucito / Rammendo / Sartoria / Moda

Sartûra

Sarta.

Brägära

Pantalonaia, cucitrice di pantaloni da uomo (bräghi, calzoni, pantaloni).

Mindädura

Rammendatrice, da mindèr rammendare; rattoppare.

Tsödra anche sèdrta

Tessitrice.

Crusé

Uncinetto per trine, merletti ed altri preziosi lavori donneschi.

Mudista

Fabbricante di cappelli e acconciature da donna.

Il falegname

Röšga o rèšga

A Fidenza la segheria più rinomata rimane la Röšga ‘d Duardo (Cugini) e gli anziani ancor’ oggi per indicare il Quartiere “Luce” dicono: da la Röšga ‘d Duardo.

Maringón

Falegname. A Fidenza si distingue il maringón da gròss, dal maringón da fén. Il primo è un mastro carraio, il secondo è un mobiliere.

Lüstrón

Verniciatore di mobili. Da “lustrare” (lüstrèr) = far lucide le cose.

Piòlla

Pialla lunga, mentre èl piulè(ö)tt è la pialla corta.

Bindèll

Sega elettrica a nastro circolare per legname.

Sälvädura

Cotenna di lardo di maiale usata per ungere i denti delle seghe da legno che vengono salvate dalla ruggine.

Il bottaio

Sujén

Bottaio, fabbricante di mastelli e botti. Anche piccolo mastello.

Söja - Sujöla - Sujâsa

Grossa bigoncia per il bucato, doglio.

Sujöl/a

Piccola tinozza/doglio con due doghe più lunghe (chiamate urìcci) delle altre e bucate per infilarvi un grosso palo per il trasporto.

Söj

Mastello, doglio, bigoncio era munito di due fori posti in una doga più alta, per meglio trasportarlo.

Il materassaio

Scartâs

Sarebbe esatto scardâs; attrezzo per cardare la lana. Tradizionalmente l’operazione prevedeva un rudimentale strumento ottenuto con due assicelle in cui venivano impiantati filari di denti di ferro curvi. Questo semplice lavoro poteva essere agevolato utilizzando una cardatrice pur sempre manuale. Oggi anche i piccoli artigiani possono disporre di cardatrici professionali elettriche.

Matarasser

Materassaio Il mestiere consisteva nella cardatura della lana che poi veniva pressata nella fodera e quindi, completata l’imbottitura, si procedeva con la cucitura.

Scardässèr

Cardare la lana.

Il calzolaio

Furma per alcuni bicòcca:

Forma di ghisa a tre bracci ove s’infilano le scarpe per ribatterne i chiodi e le cuciture, formata da una grossa cocca per scarpe da uomo, una media per scarpe da donna e una piccola con la sola forma del tacco. Il Borgo ha un’antica tradizione di calzolai.

Cälsulär

Calzolaio.

Tmära

Tomaia, donna che lavora le tomaie.

Curžöla

Legaccio di pelle per scarponi, correggia. Di forma leggermente quadrata, ritagliata da una pezza di vacchetta. Veniva ingrassata con la sugna o con cera d’api per renderla scorrevole.