Inverno

Nel lungo inverno la vita nei campi sembra attenuarsi ed è necessario proteggere le piante più delicate dal gelo. Tradizionalmente ferveva tuttavia l'attività in casa dove si lavoravano le carni del maiale mentre in cantina si provvedeva alla cura del vino.
In questa stagione sono opportuni i lavori di potatura e di manutenzione delle risorse arboree.
Un tempo l’inverno restava un periodo critico dovendo le famiglie contadine contare quasi unicamente sulle scorte. Nelle lunghe sere d'inverno, spesso la famiglia dei contadini si spostava nella stalla dove era più facile trovare calore.

Inverno

Il maiale

Mässlén

Norcino (da Norcia). Propriamente piccolo macellaio, poiché uccide suini e non bovini. Èl mässlén non si limita ad ucciderli, ma confeziona con abilità tutti i salumi e le squisitezze che si ottengono dalla lavorazione della carne di maiale. L’azione dell’uccidere i maiali si chiama curèr. Non è corretto intendere la voce come sinonimo di “macellaio”, macellaio è bcär.

Curädûr

Accoratoio, stiletto per uccidere maiali; uomo che uccide i maiali. Dall’oggetto prende il nome la persona addetta a tale compito.

Curèr

Uccidere il maiale con il curädûr.

Duia

Vaso di legno, barilotto dove si conserva lo strutto fuso o anche il burro.

Dulêgh

Strutto. Si ottiene facendo liquefare la sugna (sonža) che si trova in ogni parte del maiale, attorno al rognone e sotto la cute. Una volta lo si insaccava nella vescica dell’animale e lo si appendeva in luogo fresco, oppure lo si conservava nella tragna o nella duia.

Cudga

Cotenna specialmente di maiale; per estensione. pelle.

Cudghén

Insaccato fatto, per lo più, di cotiche di maiale, consumato, appena confezionato e dopo lunga bollitura. È la base di molti piatti invernali tipici, quali “èl säcrào”. Cudgón è l’insaccato della stessa natura ma ben più grosso.

Cülacia

Pregiato salume di suino della nostra zona. È un “culatello” senza cotenna, senza conservanti e viene estratto dalla parte migliore del prosciutto. Come il “culatello” ed il “prosciutto” non è un insaccato, ma un “investito” da una vescica o da una cotenna.

Cülätèll

Prezioso salume di suino della nostra terra. Non dovrebbe essere definito “insaccato” in quanto non è carne macinata inserita in un budello, ma è un “investito” perché il pezzo di carne intera viene inserito in una vescica. È fatto con la parte più alta e grossa della coscia del maiale con la quale, in questo caso, non si possono più fare prosciutti. Da “culaccio”, parte deretana delle bestie, ma il nome è impreziosito dal diminutivo.